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I castelli della Vallagarina
Scoprite i doni della storia, ascoltate la voce del passato, i misteri e le leggende
Il viaggio tra i castelli della Vallagarina è un
affascinante itinerario tra bastioni e mura, un’occasione unica per conoscere meglio la storia della nostra valle.
Tra Rovereto e Trento, sulla sponda sinistra dell’Adige, c’è
Castel Beseno,
uno dei più interessanti e suggestivi esempi di architettura castellana dell’area alpina.
Alle pendici del dosso di Castel Beseno lo sguardo incontra
Castel Pietra, con la sua
splendida Sala del Giudizio affrescata con scene di caccia e con il Giudizio di Re Salomone.
Il viaggio tra i manieri continua a Rovereto, dove vi aspetta il
Castello di Rovereto o
Castel Veneto, oggi sede del
Museo Storico Italiano della Guerra. Il castello rivela con la sua possente architettura la sua
funzione prettamente militare. Le sue sale ospitano oggi
mostre temporanee e permanenti arricchite da cimeli, testimonianze scritte e uniformi risalenti a diversi periodi della nostra storia.
Poco distante dal lago di Cei, sulla sponda destra dell’Adige, trovate il
castello di Castellano: qui potete ammirare la Vallagarina da un’
altezza considerevole.
Castel Noarna, facilmente raggiungibile dall’uscita dell’autostrada di Rovereto Nord, è oggi
azienda agricola e cantina con 35.000 bottiglie. Nel castello potete contemplare i preziosi
affreschi di scuola michelangiolesca e ricordare la triste vicenda delle streghe di Nogaredo.
Castel Corno è uno dei castelli più affascinanti della Vallagarina grazie soprattutto alla sua posizione: è stato costruito
sulla vetta d’un enorme obelisco di roccia. Il maniero risale all’anno Mille, è oggi sede di spettacoli in cui si rievocano le leggende legate ai cavalieri che lì dimorarono.
Nella Bassa Vallagarina, poco distante dal confine con la provincia veronese, fate una sosta tra i vigneti del
castello di Avio, oggi di
proprietà del FAI: la sua
imponente cinta muraria e il suo mastio dominano la vallata e vi invitano a entrare per ammirare i cicli di affreschi perfettamente conservati nella
Sala delle Guardie e nel mastio. Nella giornata del FAI di primavera l’ingresso è gratuito.