Rovereto, sulle orme della storia

Trekking sui campi di battaglia, tra forti, trincee e gallerie della Grande Guerra

Percorrendo il Sentiero della Pace in Trentino incontrerai alcuni luoghi simbolo della Prima guerra mondiale, un evento che ha cambiato i destini di milioni di persone.

Sulle montagne di Rovereto correva il fronte della Prima Guerra Mondiale. Di qua gli alpini italiani, di là i Kaiserschützen austroungarici. Per quattro anni i soldati diedero vita alla guerra in alta quota, un’estenuante successione di assalti e contrattacchi, di esplosioni sotterranee e di scontri all’arma bianca per la conquista di pochi metri di terreno, da cui magari ci si ritirava già il giorno successivo. La vita di trincea rimase scolpita nella memoria dei reduci che vi combatterono ed è tramandata alle generazioni successive anche grazie alle opere letterarie ed ai racconti di Montale, Hemingway, Lussu. Il Sentiero della Pace attraversa oggi le località teatro del conflitto, portando gli escursionisti a contatto diretto con lo scenario della Prima guerra mondiale in Trentino.

Durata: 3 giorni
Periodo: marzo – dicembre
Località Coinvolte: Rovereto, Valli del Leno
Target / Adatto a: weekend coppie/famiglie/gruppi
Tematica: storia e natura

TAPPE

GIORNO 1

Inizia il tuo viaggio nelle memorie della Grande Guerra dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, la principale istituzione dedicata alla Prima guerra mondiale. Nelle sale di Castel Veneto, possente fortezza veneziana  che proteggeva la città ai tempi della dominazione della Serenissima, visiterai collezioni d’armi, cimeli, documenti e testimonianze che raccontano tutto della guerra in Trentino, dagli scontri a fuoco fino all’epopea delle popolazioni civili internate in lontane regioni dell’impero.

Recati poi a rendere omaggio ai caduti, cui è dedicato un monumento, il Sacrario di Castel Dante, che conserva le spoglie di oltre ventimila soldati.

Da qui una breve passeggiata, scandita da riflessioni e pensieri di grandi protagonisti della Pace nella storia italiana e internazionale – da Nelson Mandela a Martin Luther King, da Giorgio La Pira ad Aldo Capitini, fino a Mathama Gandhi – ti condurrà al cospetto di Maria Dolens, la più grande campana del mondo, fusa con il metallo dei cannoni donato da tutte le nazioni belligeranti. Ogni sera i suoi cento rintocchi ricordano i caduti di tutte le guerre.

GIORNO 2

L’itinerario del Monte Pasubio inizia di buon mattino da Giazzera, una frazione di Trambileno. Un sentiero tranquillo (segnavia nr. 101) ti condurrà fino alla conca del rifugio Lancia (m 1.802), passando da Malga Cheserle. Dal rifugio si dipartono numerosi sentieri : il nr. 102 ti condurrà lungo uno spettacolare itinerario dalla Bocchetta delle corde alla Bocchetta di Foxi.

Ancora qualche passo e sarai giunto in uno dei luoghi simbolo del Pasubio: il Monte Corno Battisti (m 1.760). Qui un cippo ricorda la cattura dei martiri irredentisti Cesare Battisti e Fabio Filzi (10 luglio 1916) e la loro esecuzione nel Castello del Buonconsiglio di Trento, due giorni dopo.

Vi si può giungere anche salendo sul Monte Testo (m 1.998), dove recentemente sono state riaperte e rese accessibili numerose gallerie scavate dall’esercito austriaco. Attenzione però: è necessario procedere con prudenza e muniti di torcia.

Il sentiero n. 131 conduce invece sulla sommità del Col Santo (m 2.112), dalle cui verdi praterie lo sguardo abbraccia le cime dolomitiche del Trentino e le nevi dei ghiacciai Adamello, Presanella ed Ortles.

All’imbrunire, Paolo ti farà gustare un’ottima cena con prodotti trentini e, dopo un ultimo sguardo al cielo stellato, potrai concederti un sonno ristoratore al rifugio Lancia.

GIORNO 3

Svegliati di buon’ora per affrontare il trekking del terzo giorno, che ti porterà nel cuore della montagna, laddove le testimonianze della guerra sono ancora ben presenti. Il Sentiero della Pace, che in questo tratto coincide con l’itinerario E5 (Alta Via dal Lago di Costanza all’Adriatico), ti condurrà alla selletta dei Denti Italiano ed Austroungarico, dove i due eserciti si fronteggiarono nel corso di inverni terribili, in cui il gelo, le malattie e le valanghe da entrambe le parti mieterono forse più vittime del fuoco nemico.

Molto evidenti le conseguenze di una gigantesca mina fatta scoppiare dagli austriaci il 13 marzo 1918 sotto il Dente Italiano: l’esplosione di 50.000 kg di tritolo sconvolse l’orografia della montagna, ma non mutò le sorti della guerra.

Tutta l’area circostante a Cima Palon (m 2.230) è disseminata di crateri delle esplosioni, trincee, camminamenti, gallerie scavate nella roccia, reticolati, nidi di mitragliatrici e postazioni d’artiglieria. Non sono rari ancora oggi i ritrovamenti di materiale bellico. Sul versante vicentino del Pasubio, il Rifugio Papa ti attende, a sera, per una ghiotta cena. Qui potrai anche pernottare, in vista del rientro, il giorno successivo.

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